Storia

STORIA DELLA SOCIETA’ “AMICI DELL’ ORTO”

Nell’anno 1901 nasce la “Società dell’orto”.

Il 27 Agosto 1922 la società viene regolarizzata con istrumento a rogito notaio Caprioli.
Il 25 Luglio 1926 la società festeggia le sue nozze d’argento.
Nell’ anno 1933, XI dell’Era Fascista, è emanato un nuovo statuto.
Il 31 Ottobre 1980 si costituisce la attuale società denominata “Amici dell’ Orto” di Friggi Giovanni e C. una S.N.C. a rogito notaio Eveno Clementi per regolarizzare cosi le sue incerte posizioni di società di puro condominio quale era quella istituita precedentemente.
Fine primario di tale trasformazione (oltre quello di rendere certi i rapporti fra la società e i singoli soci, nonché quelli fra società e terzi ) è stato quello di consentire alla società di operare per il conseguimento dell’oggetto sociale ( art. n.3 dell’ odierno statuto sociale ) .
Durante gli anni 1987-1988 la vecchia struttura di appena 30 mq. viene ampliata con l’aggiunta di un corpo strutturale di circa 120 mq.
Nell’ anno 2001 viene festeggiato il centenario della società.
Nel corso dell’ anno 2011 iniziano i lavori, oggi completati, di un nuovo progetto di ristrutturazione interna ed esterna e relativa messa a norma, che hanno previsto la realizzazione del terrazzo sopra il tetto dello stabile e la modulazione degli accessi al giardino.
La Società amici dell’orto, ultracentenaria istituzione fra le più antiche della città di Todi, dopo un lungo periodo di forzato declino, si ripresenta oggi più viva che mai inaugurando la ripresa della sua ragione sociale nella rinnovata sede, orgogliosa della sua nuova veste.
Il giardino e la sede dell’antica Società degli Amici dell’Orto, si trova in uno dei quartieri più belli della città, il rione Valle, dove la situazione geografica del colle molto ripido ne ha assolutamente impedito la crescita recente ed ha permesso che si conservasse una forma di insediamento urbano pari a quella dell’origine: case piccole, cresciute una sull’altra lungo la pendice, appoggiate tutte alle alte mura ed al grande emiciclo di sostegno che inizia via Rolli.
La via immediatamente sopra si chiama della Valle Inferiore ( nome che poi ha mutato per quello di via Ciuffelli ): un’onomastica rimasta viva sino a poco tempo fa tra gli abitanti e testimoniata anche dalla cronaca di Quirino Colono ( “antiqua historia” trecentesca conservata nell’Archivio storico comunale ) quando chiama “porta Vallis” quella che doveva trovarsi subito sopra al nostro giardino, e che troviamo riprodotta nella famosa pianta di Todi del Lauro ( 1633 ) al no. 49; Lauro che chiama “piazza Capo la Valle” l’odierna piazza Umberto 1°.
Il termine Valle, ispirato evidentemente ad una visione assolutamente “naturale” della città, si trova spesso in Umbria ( è applicato ad esempio ad una zona di Spoleto e una di Deruta ).
Il quartiere dove si trova l’orto, in bella e panoramica posizione, è detto propriamente “della Valle Bassa”, e sotto l’Orto è delimitato da una via detta “di Termoli”: onomastica interessantissima perché si trova già nella pianta di Lauro, in qualche modo, al no. 74 “Vestigia delle Terme”.
E’ evidente che il nome porta la traccia del ritrovamento nella zona, di alcune rovine, non proprio terme, ma chiamate così perché non furono meglio identificate.
Anche qui abbiamo un confronto in Umbria: a Spoleto quando cominciarono a portare in luce i resti del teatro senza riconoscerli come tali, chiamarono “delle Terme” la via che li costeggiava.
Anche la fonte che si trovava nei paraggi -nel sec. XIII- ( probabilmente è la stessa che sta ancora sotto l’orto ) si chiamava “fons Termolis” ed è il monumento di cui sappiamo di più perché gli dedica un lungo capitolo lo Statuto di Todi del 1275 (secondo l’edizione Ceci-Pensi, p.120 ) che ne raccomanda la sistemazione architettonica, da condurre sull’esempio dell’altra grande fonte attiva all’epoca, la Scannabecco ( 1241 ).
L’orto è accanto alle mura, e coerentemente all’uso medievale per cui le singole parti della città spesso venivano descritte tenendo presente il punto di vista di mura e porte,va così situato: è tra due porte, la porta della Valle di cui già si è detto e la Porta Orvietana, attualmente scivolata notevolmente verso valle; vi passa la strada che dalla città conduce ad Orvieto, donde il nome che troviamo ad esempio in una vita antica di san Filippo Benizi del 1317 circa ( C. Grondona, Todi Storica ed Artistica, p199)
Affacciandosi dall’Orto; guardando verso destra, si vede una torre della cinta medievale delle mura ( per cui suggeriamo la data, solamente indicativa, del 1244 ) dove sono ben conservati i beccatelli, ma mancano merli e coronamento:
probabilmente saranno caduti perché di laterizio e dunque più fragili.
Il panorama è evidentemente splendido, perché il colle in ripido declivio ha impedito costruzioni recenti, e prosegue direttamente con la campagna.
Sulla sinistra il convento di Montesanto, insediamento dell’Ordine dei Minori a partire dal 1235.
Il luogo è stretto dunque tra una amplissima vista ed un tessuto urbano d’altra parte fittissimo e pressoché intatto: forse questo il motivo principale del suo fascino.
TODI 30-GIUGNO-2012
IL PRESIDENTE E I CONSIGLIERI DEL CDA.